Nel libro Becoming l'ex First Lady parla dell'aborto spontaneo di vent'anni fa. E poi racconta del concepimento di Malia e Sasha

L'aborto in età giovanile, poi la decisione di concepire le figlie con la fecondazione in vitro, infine la nascita di Malia e Sasha. È Michelle Obama a raccontare, in prima persona, il lungo cammino che l'ha portata ad avere due bambine. Lo ha fatto durante una lunga intervista all'emittente statunitense Abc concessa in occasione dell'uscita del libro di memorie Becoming e poi ripresa in Italia dal sito Huffington Post.

Nel libro di memorie, di cui l'Associated Press è riuscita ad avere una copia in anteprima, Michelle Obama racconta dell'aborto spontaneo avuto vent'anni fa. Un'occasione devastante in cui si sentì "persa e sola". Da qui la decisione di sottoporsi alla fecondazione in vitro per concepire le figlie Malia e Sash. In Becoming, poi, l'ex First Lady coglie anche l'occasione per attaccare a testa bassa il presidente degli Stati Uniti Donald Trump per certe dichiarazioni contro le donne. In particolar modo ricorda la registrazione di "Access Hollywood" che risale al 2005 e che è stata resa pubblica poco prima delle elezioni del 2016. In quell'occasione il tycoon si era vantato di poter agguantare le donne per i genitali. "I commenti contenuti nella registrazione vogliono dire posso farti del male e passarla liscia", commenta accusandolo anche di aver usato il linguaggio del corpo per fare "stalking" nei confronti di Hillary Clinton. "Durante uno dei dibattiti presidenziali - scrive - Trump l'ha seguita sul palco e si è avvicinato troppo cercando di sminuire la sua presenza".

Nella biografia, che uscirà in libreria martedì, Michelle racconta la notte in cui Trump è stato eletto presidente degli Stati Uniti. Quando ha saputo che il tycoon avrebbe preso il posto del marito nello Studio Ovale, ha "cercato di rimuovere" il pensiero dalla propria testa.